C’ERANO UNA VOLTA MORTADELLA, CICOGNA E RANOCCHIO…

26 02 2008

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Inizierà il 25 giugno prossimo il processo a carico di Igor Marini, e ad altre nove persone, accusate a vario titolo per associazione a delinquere, calunnia e truffa nell’ambito dell’inchiesta Telekom Serbia. Marini, secondo l’accusa, calunniò non solo i vari esponenti politici tirati dentro l’inchiesta sul presunto affare del gestore telefonico dell’ex Jugoslavia, prima della Procura di Torino e poi della Commissione parlamentare, ma anche i cardinali Carlo Maria Martini e Camillo Ruini. Per la procura Marini avrebbe incolpato Prodi, Fassino, il viceministro Francesco Rutelli, il sindaco di Roma Walter Veltroni e l’ex ministro degliEsteri Lamberto Dini di corruzione e abuso d’ufficio e Mastella di ricettazione, pur sapendoli innocenti. Marini sostenne l’esistenza di un accordo tra Prodi, Dini, Fassino, l’ex presidente jugoslavo Slobodan Milosevic e il diplomatico Dojcilo Maslovaric che stabiliva le percentuali destinate a ciascuno nell’affare Telecom-Telekom, sempre secondo gli atti dei magistrati romani. Di Donatella Zingone, moglie di Dini, e dei cardinali Ruini e Carlo Maria Martini, Marini aveva affermato che avrebbero dovuto ricevere denaro proveniente dall’operazione. Gli imprenditori Maurizio De Simone, Giovanni Romanazzi e Antonio Volpe sono invece accusati di aver inviato alla commissione parlamentare presieduta da Vincenzo Trantino, un dossier falso sugli allora leader del centrosinistra Prodi e Dini, soprannominati “mortad” e “ranoc”.