PROVA COSTUME

15 06 2008

Tra pochi giorni partiamo per le ferie, andiamo in Sicilia, a Mazara. Nicola per la prima volta vedrà il mare e infatti si è già attrezzato per l’occasione: ecco la foto della sua prova costume. In famiglia l’abbiamo fatta tutti. Elvira sembra non abbia partorito nove mesi fa. Riguardo a me, meglio lasciar perdere. Dico solo che la taglia 46 ormai è un lontano ricordo.

 

 

 





UN ROSANERO IN ROSA

15 05 2008

E’ nato a Torino ma è un palermitano doc. Confesso che prima che conquistasse il titolo di campione italiano di ciclismo non sapevo chi fosse . Si chiama Giovanni Visconti, classe 83. Da oggi (e spero ancora per qualche altra tappa) è la maglia rosa del Giro d’Italia. In bocca al lupo Giovanni!





PALERMO AGLI ARABI

21 03 2008

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Dalle pagine del Giornale di Sicilia rimbalza una notizia che potrebbe cambiare le sorti di Palermo.  Una importante società degli Emirati Arabi Uniti sarebbe pronta a investire due miliardi di euro per la riqualificazione del centro storico e della costa, altri fondi potrebbero arrivare invece dal Banco di Sicilia. Cosa ne pensano i palermitani? Ovviamente sono divisi. C’è chi già non vede l’ora che arrivino gli sceicchi e chi non vuole proprio saperne di “vendere” pezzi della città. A Palermo ho vissuto per tre mesi. Pochi, ma abbastanza per rendermi conto del degrado in cui versano le strutture architettoniche. Perché rifiutare gli investimenti esteri se possono contribuire al recupero delle bellezze artistiche della città, allo sviluppo di nuove attività turistiche e alla creazione di nuovi posti di lavoro? Gli arabi avranno il loro tornaconto, questo è sicuro. Ma a guadagnarci di più sarebbero Palermo e i palermitani.





ALTRI CENTO PASSI

31 01 2008

Una piccola tv locale a Cinisi, il comune di Peppino Impastato, può dare molto fastidio. E proprio per questo il direttore di Telejato, Giuseppe Maniaci, 55 anni, è stato vittima di un agguato mafioso: il figlio di un boss condannato all’ergastolo ha bloccato la sua auto, lo ha picchiato e ha tentato di strangolarlo con la sua stessa cravatta.





NON STANNO IN PIEDI

26 01 2008

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Nicola non li conosce. Avrà pure visto le loro facce paffute in televisione ma non le ha memorizzate. Quando sarà più grande forse gli racconterò che quando ancora non si reggeva in piedi, due presidenti  sono caduti a poche ore di distanza.

Romano Prodi e Totò Cuffaro, ex presidente del Consiglio ed ex presidente della Regione Sicilia, gli ultimi giorni di questo gennaio non li dimenticheranno tanto facilmente (e nemmeno io che sono stato a letto con l’influenza).  Entrambi hanno dovuto lasciare la poltrona, entrambi non avevano nessuna intenzione di lasciarla. Una cosa  li distingue: la dignità.

Prodi è caduto giovedì sera volendo rispettare fino alla fine la Costituzione, presentandosi in Parlamento per mettere i rappresentanti dei partiti che hanno sostenuto la nascita del suo governo di fronte alla responsabilità di farlo cadere
nel momento meno adatto: quando qualcosa si poteva fare, quando qualcosa si doveva fare (da parte mia nessuna clemenza per Clemente).

Cuffaro ha mollato sabato mattina, quando ormai il governo (proprio quel governo guidato da Prodi che, pur essendo caduto, per legge continua a esercitare il potere finché non si insedierà un nuovo esecutivo) aveva avviato le procedure per la sua sospensione. Prima che arrivi il cartellino rosso, ha pensato Totò, esco da solo dal campo. Non ci aveva pensato  la settimana scorsa, quando nel processo sulle infiltrazioni di alcune “talpe” nella Direzione distrettuale antimafia di Palermo è stato condannato a cinque anni di reclusione e interdizione dai pubblici uffici per favoreggiamento. Aveva detto di essere intenzionato a mantenere la sua carica fino al 2011, poiché non era stata riconosciuta l’aggravante per mafia e aveva festeggiato a cannoli.

E se Totò Cuffaro è ghiotto di ricotta e canditi, Nino Strano (senatore catanese di Alleanza Nazionale) preferisce mortadella e champagne. Al Senato ha mangiato il salume con le mani e ha sparso la bevanda sulla moquette mentre il presidente Marini leggeva i risultati della votazione che decretava la fine di Prodi. Elegante. Come il suo splendido golfino rosso legato sopra la giacca e i gli occhialoni con le lenti scure portati in un luogo chiuso. Prima aveva urlato “checca squallida” al senatore Cusumano (senatore eletto nell’Unione) solo perché aveva annunciato di voler votare la fiducia al suo governo. Davvero un signore. Anzi, una signora.





OTTIMISMO SICULO

13 08 2007

“Non c’è fimmina siciliana di qualsiasi ceto, nobile o viddrana,
la quale, passata la cinquantina, non aspetti il peggio.
Quale peggio? Uno qualsiasi, ma sempre peggio”.

Andrea Camilleri, scrittore e siciliano





TRADIZIONI SICULO-PAKISTANE

21 07 2007
“Nessun Dio autorizza un uomo a picchiare la donna. Ma c’è una tradizione siculo-pakistana che vuole far credere il contrario”.

Giuliano Amato, ministro dell’Interno della Repubblica Italiana